X-Factor, una semifinale scontata

•15 Aprile 2009 • Lascia un Commento

daniele magroPeccato che una sfida avvincente giunga al suo epilogo priva di verve. Della XIII puntata si poteva già scriver tutto ancor prima di averla vista. Dacchè è uscita Noemi, unica artista in gara a possedere davvero l’X factor, è diventato praticamente impossibile scegliere un preferito tra i cantanti rimasti. Oltretutto, dato che i giudici non potevano rimaner sprovvisti di almeno un cavallo di battaglia a testa, l’esito del ballottaggio della semifinale era scontato. Cosi come era chiaro che sarebbe stata la super Simo a deciderne le sorti, simulando un finto dramma quando invece si sa benissimo che ha un debole per lo spennacchiato di Brescia. D’altra parte, con il suo pezzo inedito completamente sgrammaticato, lui ‘le ha aperto un mondo’. Tolto Daniele, ci rimangono, quindi: Yuri, i Bastard Sons of Dioniso, Matteo, un Morgan ormai castrato dalla gigiona che ha di fianco, la Maionchi che non prende posizioni e una cariatide che, per quanto si sforzi, continua a far ballar le viscere al posto di dare un sano giudizio musicale. Quasi quasi vado al cinema domenica sera. Anzi, no. Devo assolutamente verificare se la Ventura ce la può fare a coordinare il colore dello smalto con quello del rossetto, almeno per la gran finale su Rai1.

Il Plastic riapre, a sorpresa.

•5 Aprile 2009 • Lascia un Commento

plastic opening aprile 2009Serata degna di nota. Ieri dovevo andare a bere una cosa veloce con un amico per fare 4 chiacchiere di aggiornamento e invece ho appreso, con sorpresa, che il Plastic aveva riaperto i battenti. Colpo di scena. Voci di corridoio lo davano chiuso per sempre. Ormai mi ero abituata alla triste idea che non esistesse più. Avevo già anche ripassato mentalmente tutte le scene a cui quelle macabre pareti nere avevano assistito mute e me poi l’ero messa via. Alcune cose, a un certo punto, vanno messe nel cassetto del passato. Una dolorosa verità. Il fatto è che potrei ricollegare tanti momenti di vita personale con una serata finita li. Da un problema lavorativo scaricato su qualche drink, il venerdi, a festeggiamenti vari con gli amici di sempre. Persino qualche delusione d’amore l’ho smaltita buttandomi nella folla sudaticcia a ballare fino all’alba. Ogni tanto ci sta che tu non abbia voglia di pensare a niente e il tuo unico desiderio sia quello di lasciarti andare alla musica più bella del momento. This is Plastic. Gli addicted lo sanno. La super notizia, comunque, è il Killer è risorto. Vivo, vegeto e più in forma che mai. Rinnovato, tirato a lucido e con un repertorio musicale da paura. Come sempre. Evidentemente dobbiamo scriverci qualche nuovo capitolo. Thanks Lucio.

SkyUno, dal gusto vintage.

•3 Aprile 2009 • 1 Commento

fiorello e mike bongiornoOggi non sapevo bene cosa fare. Fortunatamente mi ha salvato l’attualità. Se si parla tanto di qualcosa, perché astenersi dalla bagarre? Soprattutto se l’agenda langue. Il tema del giorno, nonché caso di stato, è stato il debutto di Fiorello su Sky. C’è da dire che esiste un lato positivo nell’intera faccenda: abbiamo assistito in diretta al tramonto dell’era Raiset. Fine di un duopolio. Anche se gli australiani ci hanno tenuto ampiamente a ribadire che non si tratta della nascita di un’altra rete generalista, bensì di un ampliamento della programmazione attraverso l’inserimento di varietà e volti noti del mondo dello spettacolo. Sono, infatti, pronti a scendere da satellite anche la Cuccarini e Panariello. Ma il quesito nasce spontaneo: la pay tv non doveva rappresentare innovazione e qualità? Va bene che dall’altra parte non hanno saputo offrire niente di meglio che una Vanessa in uscita dalla Casa ma è possibile che in Italia non si riesca ad avere un nuovo che non sappia di vecchio? Come nel teatrino politico. Gli attori sono sempre gli stessi. Oddio, non è che mi si preclude un’altra strada professionale?

Ho capito, non posso far politica.

•2 Aprile 2009 • Lascia un Commento

barbara materaAllora. Non sono mai stata una soubrette. Non ho meno di 30 anni e non mi è stata assegnata alcuna fascia al concorso Nazionale di Miss Italia. Non ho condotto trasmissioni sportive, non ho all’attivo calendari sexy e poi non voglio crescere. Con il partito, intendo. Dello spazio ai giovani non me ne importa più tanto, perché ormai ho smesso, ma soprattutto non mi sento pronta. Fortunatamente nel casting Mediaset sono emersi volti nuovi, assolutamente idonei ad assumersi importanti responsabilità nel contesto delle sfide globali che si profilano all’orizzonte. Quando hanno fatto i provini non pensavano neanche loro di entrare in politica. Eppure la vita è cosi: dal Parlamento all’Isola e da Mai Dire Gol alle Elezioni Europee. Ormai non c’è più confine tra la realtà e la fiction. Occhio. Anche una cassiera può diventare famosa. Per cui, quando andrete al supermercato, pensate che in ognuno di voi c’è talento, ognuno può avere l’X-Factor. Anche tu, che stai leggendo. Ma la cosa bella, a questo punto, è che io mi sono definitivamente liberata da un’ulteriore velleità. Quella di fare la velina, pardon, di sedere in Parlamento. L’importante è prendere atto dei fatti. Eppure mi sembrava un’idea cosi carina

Finché c’è Fede, c’è speranza.

•31 Marzo 2009 • Lascia un Commento

daniela martaniAlla fine Daniela Martani ce l’ha fatta e ha trovato un suo spazio in TV. Condurrà Sipario, accanto a Emilio Fede. D’altra parte era proprio il caso di ricompensarla per le pesanti sconfitte passate con una grande opportunità, la poverina. Ha lottato strenuamente per mantenere il suo posto di lavoro in Alitalia senza scendere a compromessi, ha poi chiesto la cassa integrazione pur di partecipare al GF. Al termine, non contenta, dopo esser stata licenziata per assenze ingiustificate, ha pensato bene di aver diritto a un risarcimento morale da parte dell’azienda, inspiegabilmente accanita contro di lei. Chiaramente si tratta di una persona di dubbia integrità, che non andrebbe premiata. E invece no. Le è stata offerta una posizione da giornalista. Sempre uno dei soliti fantastici messaggi che passano sulle nostre reti Mediaset. Cresce il trash, sale l’audience. Chi invece ha sudato 7 camicie pur di mantenere la propria posizione mal pagata all’interno di una qualsiasi redazione, evidentemente non si è dato sufficientemente da fare, in piena recessione. Infatti, io sono a casa e lei su Rete4. Forse dovrei compiere qualche nefandezza, più che mandare cv. Ah, già no, è vero. C’è anche l’option rifarsi le tette.

Cavaliere, mi scusi, ma quale libertà?

•30 Marzo 2009 • Lascia un Commento

vanessa beecroft VB 45Ecco, finalmente mi posso togliere un sassolino dalla scarpa, in modo da proseguire nel mio cammino un po’ più comoda. Sono anni che ci penso. Sin dalla fine dell’Università quando, dopo la laurea in Bocconi, ho deciso di sottopormi al supplizio di fare l’account in un’agenzia di pubblicità con lo scopo ben preciso di imparare tutto sulla sottile arte della comunicazione. Furono proprio i suoi primi passi in politica a ispirarmi: un messaggio ben costruito può fare miracoli. Ma veniamo finalmente al dunque. E chiedo: che senso ha aggregare un Popolo in nome della Libertà? Sventolate questa prospettiva seducente come se si trattasse di un miraggio nel deserto. Gli addetti ai lavori parlerebbero di posizionamento. Il punto dubbio, però, è la rilevanza storica di questo valore. Non siamo limitati nell’espressione individuale, non abbiamo pressoché alcun vincolo d’azione, possiamo persino cambiare partner a piacimento. Libertà da cosa, quindi? L’ecosistema planetario, per esempio, sta volgendo al collasso. Un problema che forse le sfugge. Responsabilità, come aspirazione collettiva, sembrerebbe molto più pertinente. La prossima volta, comunque, mi chiami prima di definire le strategie. In fin dei conti, ho studiato tanto proprio pensando a Lei.

Eva da sola, contro Adamo.

•29 Marzo 2009 • Lascia un Commento

klimt maternitaBen lontani dalla ricongiunzione tra yin e yang, risultiamo esseri sempre più separati. Persino le donne, che portano addirittura in grembo la capacità di generare la specie, si sono allontanate dalla propria natura divina, intente ad emulare il Maschio nel consumo di un sesso fine a sé stesso. E’ vero che il peccato originale di Adamo è stato quello di non ricambiare il nostro gesto di Amore per paura di diventare vulnerabile, ma quello di Eva è stato quello di non comprendere che era meglio reagire con compassione e dolcezza. Anche se, in realtà, solo due persone particolarmente evolute e consapevoli di sé stesse avrebbero potuto resistere alla guerra. Purtroppo, diventare nemici non ci porta a uscire dallo stato di miseria umana. Se solo la Donna riacquisisse l’originaria certezza di costituire un porto d’arrivo per il suo cavaliere, riuscirebbe a stare li ferma, serena e luminosa, ad attenderlo con fiducia. Non a caso, è stata fatta per accogliere. Forse a questo punto, anziché perder tempo a misurarci il seno, capiremmo che è molto più utile lavorare sull’espansione della nostra coscienza, abbandonando inutili pretese.

Éloge de l’amour.

•26 Marzo 2009 • Lascia un Commento


adamo ed evaIl prode guerriero non ambiva solamente a rafforzare le proprie virtù di fedeltà, coraggio, lealtà, eroismo e saggezza, ma mirava anche alla completa realizzazione interiore mediante l’Unione con la Dama. L’essere operante e volitivo, infatti, vagherebbe in modo disordinato e vano senza una lei, simbolo spirituale, alla quale dedicare le proprie gesta. Perché è proprio attraverso l’unione del femminile con il maschile che si può raggiungere la completa sublimazione dell’essere. Solo quando il Due si fonde nell’Uno è possibile provare quel piacere supremo e totalizzante che nel suo stadio più sublime è assimilabile allo stato originario di grazia. Guarda a caso, esattamente come nel Paradiso Perduto dove ci era concessa la Divina Conoscenza. L’atto sessuale, in quest’ottica, diventa un gesto sacro. Scambiandoci Amore Puro, riusciamo a guarire da quella sofferenza che ci crea la scissione. Il cuore, quindi, non la mente, costituisce la porta di acceso alla comprensione profonda. Santo principio, primordiale consapevolezza. Ma che ne è stato di cotanta assennatezza? 

Alla ricerca del santo Graal.

•25 Marzo 2009 • 1 Commento

santo graalE cosi, identificata nella scrittura la mia passione, l’ho seguita, fino al blog. Ma a chi potevano interessare pensieri sciolti, elucubrazioni varie, riflessioni senza capo né coda… Dove stavo andando a parare? Poi improvvisamente ho capito. E tutto ha acquisito un senso. Il Cavaliere, nel romanzo medievale, parte senza uno scopo preciso. La sua meta è il viaggio. Durante il percorso, infatti, può mettersi alla prova e sviluppare sempre maggior coscienza di sé stesso. Solo al termine, se avrà sviluppato le più nobili condizioni morali, gli verrà concessa in premio la suprema conoscenza, la verità ultima delle cose. Avevo finalmente trovato una buona ragione per mettermi in cammino, pur in assenza di una direzione precisa. Avrei affrontato boschi, castelli, draghi, demoni e fate armata di un’unica umile certezza: stavo cercando di capirci qualcosa. Un passo dopo l’altro, verso l’ignoto, guidata esclusivamente da quel flebile filo rosso che solo il mio istinto poteva percepire. Come dire: essere in una botte di ferro.

L’orchidea fantasma.

•22 Marzo 2009 • 1 Commento

polyradicion lindeniiGià che ci siamo approfondiamo un attimo il discorso del film, dato che ho dovuto rivederlo tre volte e tirarmi giù la sceneggiatura per arrivare a capire che quello che pensavo di aver captato come messaggio in realtà non esiste. O meglio, è un po’ (tanto) diverso da come me lo ricordavo. Cito, testualmente: ‘Ci sono troppe idee, e cose, e persone, troppe direzioni in cui andare. (…) La ragione per cui è importante avere una passione per qualcosa è che questa riduce il mondo a una dimensione più gestibile. Riduci il tutto. Focalizzati su una cosa sola nella storia. Trova quell’unica cosa per cui provi una profonda passione. E poi scriviti quella’. Si trattava, quindi, di scegliere una cosa da amare incondizionatamente, non di identificare qualcosa da cui lasciarsi attrarre. Probabilmente, inconsciamente, desideravo essere sedotta. ‘Se si è cosi fortunati da vedere un’orchidea fantasma, ogni altra cosa verrà eclissata*’. Ed ero disposta ad abbandonarmi al rapimento senza opporre la benché minima resistenza. (* Charlie & Donald Kaufman)