Slow blog, anche riflettere è un’arte
Non so se vi è mai capitato di lavorare nel mondo dei contenuti digitali. A me sì, ampiamente, dato che è il mio lavoro. Ora, dovete sapere che la dote più richiesta in questo settore è la velocità, ovvero la capacità di produrre il maggior numero di articoli possibile a prescindere, o quasi, da quello che contengono. Dacché gli editori, infatti, hanno pedissequamente imparato che i motori di ricerca premiano l’aggiornamento, è iniziata una corsa forzata alla pubblicazione che porta necessariamente al sacrificio di approfondimento e forma. Per non parlare, poi, di tutto un altro insieme di regole che se venissero applicate alla lettera porterebbero alla diffusione di messaggi non solo superficiali e inutili ma anche mal espressi. Mi piacerebbe, dunque, spezzare una lancia a favore della libertà di prendersi tutto il tempo necessario per pensare prima di parlare almeno quando si ha a che fare con un semplice blog, nato per condividere qualche sporadica riflessione personale. Perdersi nel cercare le parole più idonee per esprimere un concetto dovrebbe essere un piacere, almeno in questo caso. E poi insomma, lasciateci ancora qualcosa di autenticamente generato a questo mondo… che ne so, un pensiero…

Sono perfettamente d’accordo con te, purtroppo troppi editori non puntano sulla qualità dei contenuti per il web…