La moda scende dal pero, la gente no

•29 Settembre 2009 • Lascia un Commento

duomoNon capisco perché a questo evento non si è dato il giusto peso. Sì, se cercate Milano Loves Fashion su Google, trovate un sacco di notizie che si limitano a riportare fedelmente la scaletta della serata: Duomo, 24 settembre, ore 20.30, Costume National sfila in Piazza, ospiti Eleonora Abbagnato, The Kills, Sorrentino, blablabla. Ma un vero giudizio su questa iniziativa non l’ho trovato. Si tratta di un grandissimo gesto da parte di uno stilista: rendere la passerella pubblica e coinvolgere la massa in quello che fino ad ora era un momento riservato solo agli addetti ai lavori. Una rivoluzione, un grande segno di cambiamento. Eppure c’è chi si ostina a non capire. Camminando ho incontrato pure uno che mi dice:‘Beh, la crisi, sai com’è… ma hai visto che brutta gente?’. No, non c’era brutta gente. C’era della gente, quella che poi magari, prezzi permettendo, compra la merce. Quella che quando è finita la sfilata non se n’è andata come hanno fatto i vip del palco d’onore e ha apprezzato il concerto di Kruder & Dorfmeister. Basta fare i fighi. Non è più tempo di comportarsi da snob. Anche perché se non siete tra quelli che poi, in segreto, piangono miseria, è il caso di portare rispetto per chi si trova in difficoltà.

Mamma mia, che antipatica Claudia Mori

•24 Settembre 2009 • 3 Commenti

claudia_moriEro partita scettica ma non prevenuta. Avevo ripercorso la sua carriera e mi ero persino convinta che tutto sommato una certa sobrietà intellettuale potesse essere meglio di alcune sguaiate valutazioni di pancia di super Simo. Eppure qualcosa non va. La presenza di Claudia Mori a X Factor sta rendendo la trasmissione inquietante. Lo spirito di un talent show che riusciva a rendere protagonista la musica in modo intelligente ma scanzonato è stato irrimediabilmente corrotto dalla suscettibilità del nuovo giudice. Dalla moglie di uno dei personaggi più eversivi dello spettacolo italiano, sinceramente, mi aspettavo di più. Pensavo fosse dotata di una certa ironia. E, invece, ci troviamo davanti a una donna altezzosa, che ruba la scena a chiunque, tratta a pesce in faccia pubblico, colleghi e cantanti, fa cadere dall’alto giudizi noiosi, è incapace di accettare le critiche, penalizza la squadra con una scarsa sensibilità artistica e, peggio ancora, è visibilmente provata dal passare degli anni. Non ha senso inveire contro il maschilismo quando poi ci si prendono certe libertà solo grazie al potere del marito. Forse era meglio stare dietro le quinte dato che riflettori implacabili hanno messo in luce la fragilità dell’arroganza. Le minacce servono a ben poco, la Signora Celentano ormai è nuda.

Slow blog, anche riflettere è un’arte

•15 Settembre 2009 • 1 Commento

shhhNon so se vi è mai capitato di lavorare nel mondo dei contenuti digitali. A me sì, ampiamente, dato che è il mio lavoro. Ora, dovete sapere che la dote più richiesta in questo settore è la velocità, ovvero la capacità di produrre il maggior numero di articoli possibile a prescindere, o quasi, da quello che contengono. Dacché gli editori, infatti, hanno pedissequamente imparato che i motori di ricerca premiano l’aggiornamento, è iniziata una corsa forzata alla pubblicazione che porta necessariamente al sacrificio di approfondimento e forma. Per non parlare, poi, di tutto un altro insieme di regole che se venissero applicate alla lettera porterebbero alla diffusione di messaggi non solo superficiali e inutili ma anche mal espressi. Mi piacerebbe, dunque, spezzare una lancia a favore della libertà di prendersi tutto il tempo necessario per pensare prima di parlare almeno quando si ha a che fare con un semplice blog, nato per condividere qualche sporadica riflessione personale. Perdersi nel cercare le parole più idonee per esprimere un concetto dovrebbe essere un piacere, almeno in questo caso. E poi insomma, lasciateci ancora qualcosa di autenticamente generato a questo mondo… che ne so, un pensiero

Determinazione o abbandono?

•4 Agosto 2009 • 1 Commento

velieroDa quando ho aperto il blog mi sono limitata a specificare bene quali sono le mie posizioni di base, quelle che orientano il mio vagare. Punti di vista costruiti in anni, pronta a ritrattare tutto qualora la vita mi dimostrasse il contrario. Sono in evoluzione, mica ferma. Di me stessa, però, non ho detto nulla. Emozioni, stati d’animo, desideri. Non è certo questo il momento di svelare chilometri di fatti personali ma voglio comunque condividere un dubbio che mi assilla da giorni: lasciarsi andare alla corrente o definire precisamente gli obiettivi? Ogni qual volta desidero qualcosa troppo ostinatamente, l’oggetto va a finire che si allontana. A volte addirittura scompare. Se mi abbandono, invece, al fluire degli eventi, lasciando che la vita scorra, molte situazioni arrivano senza sforzo. Fatti deliziosi che mi sorprendono: non avrei mai potuto programmarli. Fino a che punto, quindi, stabilire rotta? Volere è potere ma anche sintonizzarsi sulla certezza che sarà il mondo ad arrivare da noi è un atteggiamento interessante. Il mio massaggiatore dice che la vita è come il mare. Bisogna adattarsi ai venti. Ok. Qualcosa, comunque, mi dice che nessuno conosce veramente la destinazione finale.

Caro Franceschini, lettera di un padre.

•28 Luglio 2009 • 1 Commento

franceschiniCon sommo onore, dedico questo post a mio padre. Alla bellezza di 74 anni, pur non avendo capito bene cosa sia un blog, mi ha chiesto di pubblicare una sua lettera. Deve aver intuito che si tratta di un mezzo di comunicazione. Dice. ‘Caro Franceschini, devo riconoscere è partito con il piede giusto quando, assumendo l’incarico pro tempore, ha giurato sulla Costituzione. Ma è proprio ora, che corre per la riconferma, che deve fare di quel gesto una fonte d’ispirazione. Nell’articolo 1, infatti, è contenuto il seme di quello che può diventare un albero verdeggiante e frondoso grazie al PD. Partito dalla sigla monca, però, incompleta. PDL, sarebbe meglio. Partito Democratico del Lavoro, in contrapposizione a quell’altro PdL, cosidetto Partito delle Libertà. Libertà… parola ondivaga. Il lavoro, invece, è quello che oggi manca agli italiani. Un lavoro giusto, di facile accesso, equamente retribuito, anche per chi viene da lontano. La democrazia non è sufficiente se poi il lavoro manca. Ed è su questo tema che convergono le aspirazioni e le attese di un popolo. Riprenda l’insegnamento dai nostri padri, così ben protetto e tramandato dalla nostra Costituzione. Ridia ai giovani la dignità del lavoro. Questo è quello che noi della vecchia generazione ci auspichiamo. Un umile, semplice ma nobile obiettivo’.

Siamo a Magic Italy, la festa continua.

•26 Giugno 2009 • 1 Commento

magic italyOh, finalmente sono riusciti a condensare in due parole quello che vuole rappresentare il nostro paese all’estero. Mirabilandia, praticamente. Sarebbe stato più pertinente uno slogan del tipo Lasciate ogne speranza, voi ch’entrate ma si è preferito puntare sulle indiscutibili attrattive che possiamo offrire ai potenziali avventori. Cappellai matti, disinibite intrattenitrici, padri disposti a vendere le figlie… con la modica cifra di 2.000 euro a notte, il divertimento è assicurato. Papi ha di che gongolare. Le vicende Noemi, D’Adddario e Mills non sono riuscite a scalfiggere l’amore che il popolo nutre nei suoi confronti e il suo indice di gradimento rimane assestato intorno al 61%. Pure le amministrative, alla faccia degli attacchi eversivi, sono state vinte. Ora è tempo di G8. Speriamo non si presenti con qualche valletta. D’altra parte, mentre all’estero c’è ancora chi sacrifica la vita per un voto, in Italia, alle elezioni si preferisce il mare. Infatti, nel logo è prevista pure l’onda. Gli italiani ormai si possono dividere in due: quelli che vogliono assomigliare a lui, la maggioranza, e quelli che ne sono disgustati. Solo che i secondi, evidentemente intimiditi dall’abbronzatura dei primi, scelgono di andare in vacanza anziché perder tempo a esprimere la propria opinione. In effetti vien voglia di gettar la spugna. Pardon, la salvietta. Ah, tra l’altro, dato che io di soldi non ne ricevo per la pubblicità, parlo finché mi pare.

Senta Brunetta, mi faccia la cortesia.

•8 Maggio 2009 • 1 Commento

renato brunettaLeggo con orrore che le viene l’orticaria a sentir parlare di precari. E che le fa pure schifo chi li mitizza. Guardi, le dirò, dacché non ho più un contratto di assunzione a tempo indeterminato, anch’io ho sofferto di numerose patologie. Stress, insonnia e persino cistite. Le assicuro che sono stata il più flessibile possibile e che ho accettato di lavorare per qualunque cialtrone mi offrisse un contratto a progetto pur di rendermi disponibile, con il risultato di esser lasciata a casa un anno sì e l’altro no, senza il benché minimo preavviso e del tutto sprovvista di una liquidazione salvagente. Durante il tempo trascorso presso questi poveri datori di lavoro sono stata costretta a osservare orari di lavoro impossibili, ho svolto le attività più svariate senza che avessero pertinenza con quanto pattuito, ho dovuto implorare nel caso avessi bisogno di permessi per andare dal dentista e, cosa ancora più grave, non ho accumulato contributi sufficienti per garantirmi una pensione. Detto ciò, vorrei specificare che non mi sento affatto onorata di appartenere a questa casta né tanto meno di esser diventata esperta di social networking per eccesso di tempo libero. Possiamo almeno scherzarci sopra o le dà proprio cosi fastidio? Abbia pazienza, anche lei.

Grande Veronica, sceglie la dignità.

•4 Maggio 2009 • 5 Commenti

veronica larioQuesta è senz’altro una della più belle mosse fatta da una donna negli ultimi tempi. Basta con il ciarpame, fine del servilismo, addio silenzio complice. Un grazie davvero sentito da parte di tutto l’universo femminile. Finalmente una presa di posizione ufficiale contro una cultura maschilista che aveva davvero oltrepassato ogni limite. Sembrava ormai persa ogni speranza di uscire dal tunnel del ballo la samba per conquistare un posto al sole. E avanti con una filosofia da Bar Sport. Vince chi sfodera più galline. Ma il peggio era certamente costituito dai genitori, accorati sostenitori del dimeno il sedere pur di far carriera. E noi che abbiamo studiato seriamente rifiutandoci di puntare tutto sull’aspetto fisico, cosa avremmo dovuto pensare? Nessuno se ne scandalizzava più. Ha ragione. Ma perché avrebbero dovuto farlo gli altri quando lei, per prima, aveva deciso di tacere? Grazie al cielo si è risvegliata. Magari è la volta buona che il rispetto reciproco torna ad assumere un ruolo centrale nel rapporto di coppia. Né destra, né sinistra. Bisogna specificarlo. Il suo comportamento libertino è intollerabile in assoluto. Danni in campagna elettorale? Pazienza. Poteva pensarci prima.

Il Rom e Francesca, galeotto fu il GF.

•21 Aprile 2009 • 2 Commenti

ferdi e francescaUltima puntata con fuochi d’artificio anche per il Grande Fratello 9. Vince Ferdi, il montenegrino sbarcato in Italia da scafista, dimostrazione del fatto che la tenacia può vincere su qualsiasi cosa. Ma di speranza ce n’è un po’ per tutti. Soprattutto dopo aver visto Belen dedicare una super sexy lap dance a Marcello e Gianluca e Walter Nudo simulare Titanic con Cristina Del Basso. Sembra un film, non smette di ripetere la Marcuzzi. Proprio cosi. Il concetto è sempre quello. Chiunque voi siate, qualunque sia la vostra storia sfigata, anzi più è tragica meglio è, non mollate: l’emarginazione può essere sconfitta in TV. Il solito messaggio ottimista da parte del nostro Presidente. Non serve andare in America. State qui. Nel nostro paese, di occasioni ce n’è per tutti. Basta darsi da fare. Sceneggiate alla bella Napoli comprese. Non vi reprimete. Tanto ormai vale tutto. Tette finte, culo in vista ma soprattutto credeteci. Poi magari va anche a finire che vi innamorate. E a quel punto vi si apriranno davvero le porte del paradiso. O dell’inferno? Se non sbaglio i lussuriosi sono stati puniti. C’è qualcosa che non torna. Soprattutto perché dopo aver mandato in onda curve provocanti tutta la stagione poi, alla fine, sono stati premiati i ragazzi più casti. A questo punto, però, scioglieteci almeno uno degli eterni dubbi nazionali. La donna, quindi, meglio santa o puttana?

Il vincitore di X-Factor, sei tu Matteo!

•20 Aprile 2009 • 3 Commenti

morgan con matteo becucciE con questa frase si conclude la seconda edizione di X-Factor. Secondo anno consecutivo che vince Morgan. Speriamo che la nuova stella della musica italiana non faccia la fine degli Aram Quartet che hanno dovuto aspettare un anno intero prima di presentare il loro primo singolo. Rassicuratevi, Impossibile è già scaricabile da iTunes per i devoti. Eppure persino io che ho parteggiato per lui tutta la sera non fremo dalla voglia di riascoltarlo. Chissà perché. Era il migliore, il più pronto, il più meritevole ma nell’aria aleggiava una gran voglia di premiare un’energia giovane. Ad ogni modo, i Bastardi saranno ampiamente consolati da fans pronte a togliersi un vestito che non serve, Yuri sembra destinato a esprimere a pieno il suo lato gnaro e di classicismo ce n’era bisogno in un mondo in cui si trasgredisce per puro gusto estetico. Pensa te cos’è riuscito a dire Morgan per difenderlo. Tutto corretto. Anche la Rete. Peccato che a livello di emozioni non sia arrivato qualcosa. Una frase ormai familiare. Solo per 16 voti. E chi ci crede? Forse che alla fine la musica sia davvero una questione di cuore più che di perfezione vocale? Ah, la Simo non ce l’ha fatta. Rossetto beige e smalto ciclamino. Urendo. Impossibile. Impossibile. Senza te, e con te. Non so vivere. Impossibile.