Siamo a Magic Italy, la festa continua.

•26 Giugno 2009 • 1 Commento

magic italyOh, finalmente sono riusciti a condensare in due parole quello che vuole rappresentare il nostro paese all’estero. Mirabilandia, praticamente. Sarebbe stato più pertinente uno slogan del tipo Lasciate ogne speranza, voi ch’entrate ma si è preferito puntare sulle indiscutibili attrattive che possiamo offrire ai potenziali avventori. Cappellai matti, disinibite intrattenitrici, padri disposti a vendere le figlie… con la modica cifra di 2.000 euro a notte, il divertimento è assicurato. Papi ha di che gongolare. Le vicende Noemi, D’Adddario e Mills non sono riuscite a scalfiggere l’amore che il popolo nutre nei suoi confronti e il suo indice di gradimento rimane assestato intorno al 61%. Pure le amministrative, alla faccia degli attacchi eversivi, sono state vinte. Ora è tempo di G8. Speriamo non si presenti con qualche valletta. D’altra parte, mentre all’estero c’è ancora chi sacrifica la vita per un voto, in Italia, alle elezioni si preferisce il mare. Infatti, nel logo è prevista pure l’onda. Gli italiani ormai si possono dividere in due: quelli che vogliono assomigliare a lui, la maggioranza, e quelli che ne sono disgustati. Solo che i secondi, evidentemente intimiditi dall’abbronzatura dei primi, scelgono di andare in vacanza anziché perder tempo a esprimere la propria opinione. In effetti vien voglia di gettar la spugna. Pardon, la salvietta. Ah, tra l’altro, dato che io di soldi non ne ricevo per la pubblicità, parlo finché mi pare.

Senta Brunetta, mi faccia la cortesia.

•8 Maggio 2009 • 1 Commento

renato brunettaLeggo con orrore che le viene l’orticaria a sentir parlare di precari. E che le fa pure schifo chi li mitizza. Guardi, le dirò, dacché non ho più un contratto di assunzione a tempo indeterminato, anch’io ho sofferto di numerose patologie. Stress, insonnia e persino cistite. Le assicuro che sono stata il più flessibile possibile e che ho accettato di lavorare per qualunque cialtrone mi offrisse un contratto a progetto pur di rendermi disponibile, con il risultato di esser lasciata a casa un anno sì e l’altro no, senza il benché minimo preavviso e del tutto sprovvista di una liquidazione salvagente. Durante il tempo trascorso presso questi poveri datori di lavoro sono stata costretta a osservare orari di lavoro impossibili, ho svolto le attività più svariate senza che avessero pertinenza con quanto pattuito, ho dovuto implorare nel caso avessi bisogno di permessi per andare dal dentista e, cosa ancora più grave, non ho accumulato contributi sufficienti per garantirmi una pensione. Detto ciò, vorrei specificare che non mi sento affatto onorata di appartenere a questa casta né tanto meno di esser diventata esperta di social networking per eccesso di tempo libero. Possiamo almeno scherzarci sopra o le dà proprio cosi fastidio? Abbia pazienza, anche lei.

Grande Veronica, sceglie la dignità.

•4 Maggio 2009 • 5 Commenti

veronica larioQuesta è senz’altro una della più belle mosse fatta da una donna negli ultimi tempi. Basta con il ciarpame, fine del servilismo, addio silenzio complice. Un grazie davvero sentito da parte di tutto l’universo femminile. Finalmente una presa di posizione ufficiale contro una cultura maschilista che aveva davvero oltrepassato ogni limite. Sembrava ormai persa ogni speranza di uscire dal tunnel del ballo la samba per conquistare un posto al sole. E avanti con una filosofia da Bar Sport. Vince chi sfodera più galline. Ma il peggio era certamente costituito dai genitori, accorati sostenitori del dimeno il sedere pur di far carriera. E noi che abbiamo studiato seriamente rifiutandoci di puntare tutto sull’aspetto fisico, cosa avremmo dovuto pensare? Nessuno se ne scandalizzava più. Ha ragione. Ma perché avrebbero dovuto farlo gli altri quando lei, per prima, aveva deciso di tacere? Grazie al cielo si è risvegliata. Magari è la volta buona che il rispetto reciproco torna ad assumere un ruolo centrale nel rapporto di coppia. Né destra, né sinistra. Bisogna specificarlo. Il suo comportamento libertino è intollerabile in assoluto. Danni in campagna elettorale? Pazienza. Poteva pensarci prima.

Il Rom e Francesca, galeotto fu il GF.

•21 Aprile 2009 • 2 Commenti

ferdi e francescaUltima puntata con fuochi d’artificio anche per il Grande Fratello 9. Vince Ferdi, il montenegrino sbarcato in Italia da scafista, dimostrazione del fatto che la tenacia può vincere su qualsiasi cosa. Ma di speranza ce n’è un po’ per tutti. Soprattutto dopo aver visto Belen dedicare una super sexy lap dance a Marcello e Gianluca e Walter Nudo simulare Titanic con Cristina Del Basso. Sembra un film, non smette di ripetere la Marcuzzi. Proprio cosi. Il concetto è sempre quello. Chiunque voi siate, qualunque sia la vostra storia sfigata, anzi più è tragica meglio è, non mollate: l’emarginazione può essere sconfitta in TV. Il solito messaggio ottimista da parte del nostro Presidente. Non serve andare in America. State qui. Nel nostro paese, di occasioni ce n’è per tutti. Basta darsi da fare. Sceneggiate alla bella Napoli comprese. Non vi reprimete. Tanto ormai vale tutto. Tette finte, culo in vista ma soprattutto credeteci. Poi magari va anche a finire che vi innamorate. E a quel punto vi si apriranno davvero le porte del paradiso. O dell’inferno? Se non sbaglio i lussuriosi sono stati puniti. C’è qualcosa che non torna. Soprattutto perché dopo aver mandato in onda curve provocanti tutta la stagione poi, alla fine, sono stati premiati i ragazzi più casti. A questo punto, però, scioglieteci almeno uno degli eterni dubbi nazionali. La donna, quindi, meglio santa o puttana?

Il vincitore di X-Factor, sei tu Matteo!

•20 Aprile 2009 • 3 Commenti

morgan con matteo becucciE con questa frase si conclude la seconda edizione di X-Factor. Secondo anno consecutivo che vince Morgan. Speriamo che la nuova stella della musica italiana non faccia la fine degli Aram Quartet che hanno dovuto aspettare un anno intero prima di presentare il loro primo singolo. Rassicuratevi, Impossibile è già scaricabile da iTunes per i devoti. Eppure persino io che ho parteggiato per lui tutta la sera non fremo dalla voglia di riascoltarlo. Chissà perché. Era il migliore, il più pronto, il più meritevole ma nell’aria aleggiava una gran voglia di premiare un’energia giovane. Ad ogni modo, i Bastardi saranno ampiamente consolati da fans pronte a togliersi un vestito che non serve, Yuri sembra destinato a esprimere a pieno il suo lato gnaro e di classicismo ce n’era bisogno in un mondo in cui si trasgredisce per puro gusto estetico. Pensa te cos’è riuscito a dire Morgan per difenderlo. Tutto corretto. Anche la Rete. Peccato che a livello di emozioni non sia arrivato qualcosa. Una frase ormai familiare. Solo per 16 voti. E chi ci crede? Forse che alla fine la musica sia davvero una questione di cuore più che di perfezione vocale? Ah, la Simo non ce l’ha fatta. Rossetto beige e smalto ciclamino. Urendo. Impossibile. Impossibile. Senza te, e con te. Non so vivere. Impossibile.

X-Factor, una semifinale scontata

•15 Aprile 2009 • Lascia un Commento

daniele magroPeccato che una sfida avvincente giunga al suo epilogo priva di verve. Della XIII puntata si poteva già scriver tutto ancor prima di averla vista. Dacchè è uscita Noemi, unica artista in gara a possedere davvero l’X factor, è diventato praticamente impossibile scegliere un preferito tra i cantanti rimasti. Oltretutto, dato che i giudici non potevano rimaner sprovvisti di almeno un cavallo di battaglia a testa, l’esito del ballottaggio della semifinale era scontato. Cosi come era chiaro che sarebbe stata la super Simo a deciderne le sorti, simulando un finto dramma quando invece si sa benissimo che ha un debole per lo spennacchiato di Brescia. D’altra parte, con il suo pezzo inedito completamente sgrammaticato, lui ‘le ha aperto un mondo’. Tolto Daniele, ci rimangono, quindi: Yuri, i Bastard Sons of Dioniso, Matteo, un Morgan ormai castrato dalla gigiona che ha di fianco, la Maionchi che non prende posizioni e una cariatide che, per quanto si sforzi, continua a far ballar le viscere al posto di dare un sano giudizio musicale. Quasi quasi vado al cinema domenica sera. Anzi, no. Devo assolutamente verificare se la Ventura ce la può fare a coordinare il colore dello smalto con quello del rossetto, almeno per la gran finale su Rai1.

Il Plastic riapre, a sorpresa.

•5 Aprile 2009 • Lascia un Commento

plastic opening aprile 2009Serata degna di nota. Ieri dovevo andare a bere una cosa veloce con un amico per fare 4 chiacchiere di aggiornamento e invece ho appreso, con sorpresa, che il Plastic aveva riaperto i battenti. Colpo di scena. Voci di corridoio lo davano chiuso per sempre. Ormai mi ero abituata alla triste idea che non esistesse più. Avevo già anche ripassato mentalmente tutte le scene a cui quelle macabre pareti nere avevano assistito mute e me poi l’ero messa via. Alcune cose, a un certo punto, vanno messe nel cassetto del passato. Una dolorosa verità. Il fatto è che potrei ricollegare tanti momenti di vita personale con una serata finita li. Da un problema lavorativo scaricato su qualche drink, il venerdi, a festeggiamenti vari con gli amici di sempre. Persino qualche delusione d’amore l’ho smaltita buttandomi nella folla sudaticcia a ballare fino all’alba. Ogni tanto ci sta che tu non abbia voglia di pensare a niente e il tuo unico desiderio sia quello di lasciarti andare alla musica più bella del momento. This is Plastic. Gli addicted lo sanno. La super notizia, comunque, è il Killer è risorto. Vivo, vegeto e più in forma che mai. Rinnovato, tirato a lucido e con un repertorio musicale da paura. Come sempre. Evidentemente dobbiamo scriverci qualche nuovo capitolo. Thanks Lucio.

SkyUno, dal gusto vintage.

•3 Aprile 2009 • 1 Commento

fiorello e mike bongiornoOggi non sapevo bene cosa fare. Fortunatamente mi ha salvato l’attualità. Se si parla tanto di qualcosa, perché astenersi dalla bagarre? Soprattutto se l’agenda langue. Il tema del giorno, nonché caso di stato, è stato il debutto di Fiorello su Sky. C’è da dire che esiste un lato positivo nell’intera faccenda: abbiamo assistito in diretta al tramonto dell’era Raiset. Fine di un duopolio. Anche se gli australiani ci hanno tenuto ampiamente a ribadire che non si tratta della nascita di un’altra rete generalista, bensì di un ampliamento della programmazione attraverso l’inserimento di varietà e volti noti del mondo dello spettacolo. Sono, infatti, pronti a scendere da satellite anche la Cuccarini e Panariello. Ma il quesito nasce spontaneo: la pay tv non doveva rappresentare innovazione e qualità? Va bene che dall’altra parte non hanno saputo offrire niente di meglio che una Vanessa in uscita dalla Casa ma è possibile che in Italia non si riesca ad avere un nuovo che non sappia di vecchio? Come nel teatrino politico. Gli attori sono sempre gli stessi. Oddio, non è che mi si preclude un’altra strada professionale?

Ho capito, non posso far politica.

•2 Aprile 2009 • Lascia un Commento

barbara materaAllora. Non sono mai stata una soubrette. Non ho meno di 30 anni e non mi è stata assegnata alcuna fascia al concorso Nazionale di Miss Italia. Non ho condotto trasmissioni sportive, non ho all’attivo calendari sexy e poi non voglio crescere. Con il partito, intendo. Dello spazio ai giovani non me ne importa più tanto, perché ormai ho smesso, ma soprattutto non mi sento pronta. Fortunatamente nel casting Mediaset sono emersi volti nuovi, assolutamente idonei ad assumersi importanti responsabilità nel contesto delle sfide globali che si profilano all’orizzonte. Quando hanno fatto i provini non pensavano neanche loro di entrare in politica. Eppure la vita è cosi: dal Parlamento all’Isola e da Mai Dire Gol alle Elezioni Europee. Ormai non c’è più confine tra la realtà e la fiction. Occhio. Anche una cassiera può diventare famosa. Per cui, quando andrete al supermercato, pensate che in ognuno di voi c’è talento, ognuno può avere l’X-Factor. Anche tu, che stai leggendo. Ma la cosa bella, a questo punto, è che io mi sono definitivamente liberata da un’ulteriore velleità. Quella di fare la velina, pardon, di sedere in Parlamento. L’importante è prendere atto dei fatti. Eppure mi sembrava un’idea cosi carina

Finché c’è Fede, c’è speranza.

•31 Marzo 2009 • Lascia un Commento

daniela martaniAlla fine Daniela Martani ce l’ha fatta e ha trovato un suo spazio in TV. Condurrà Sipario, accanto a Emilio Fede. D’altra parte era proprio il caso di ricompensarla per le pesanti sconfitte passate con una grande opportunità, la poverina. Ha lottato strenuamente per mantenere il suo posto di lavoro in Alitalia senza scendere a compromessi, ha poi chiesto la cassa integrazione pur di partecipare al GF. Al termine, non contenta, dopo esser stata licenziata per assenze ingiustificate, ha pensato bene di aver diritto a un risarcimento morale da parte dell’azienda, inspiegabilmente accanita contro di lei. Chiaramente si tratta di una persona di dubbia integrità, che non andrebbe premiata. E invece no. Le è stata offerta una posizione da giornalista. Sempre uno dei soliti fantastici messaggi che passano sulle nostre reti Mediaset. Cresce il trash, sale l’audience. Chi invece ha sudato 7 camicie pur di mantenere la propria posizione mal pagata all’interno di una qualsiasi redazione, evidentemente non si è dato sufficientemente da fare, in piena recessione. Infatti, io sono a casa e lei su Rete4. Forse dovrei compiere qualche nefandezza, più che mandare cv. Ah, già no, è vero. C’è anche l’option rifarsi le tette.